domingo, 3 de octubre de 2010

FAMILIA COCCA



COCCA Famiglia
Il cognome Cocca, secondo alcuni legato alla località di Coca in Spagna che fu patria di Teodosio e sede di un famoso castello fortificato, è da tempo uno dei più diffusi a San Marco dei Cavoti, ma tra le numerose famiglie con questo cognome vissute e tuttora viventi in paese, una in particolare (oggi non più residente in loco) si distinse per agiatezza e signorilità.
I membri di tale casato avevano una dimora avita in Via Rovagnera, ora sede del Museo degli Orologi da Torre, sul cui portale si ammira lo stemma familiare raffigurante un cuore trafitto e le iniziali AC del capostipite, Antonio Cocca, ma non è superfluo ricordare che un altro stemma della famiglia, molto antico, è conservato presso l’archivio storico dell’Antigua Universidad de Bolonia.
Tra le proprietà della famiglia Cocca in San Marco dei Cavoti vi era anche una grande abitazione rurale sulla montagna e che ha dato il nome al passo montano, denominato appunto Passo Casone Cocca. Appartenuto a Francesco Cocca, il casone passò a sua figlia Matilde e quindi al nipote dottor Nicola Zurlo, ed è attualmente diruto.
La famiglia Cocca ebbe legami di parentela con alcuni casati dal paese di origini nobiliari o altoborghesi, tra cui i Zurlo, i Costantini, i D’Amore i Giampietro e i D’Onofrio, nonché con la famiglia Meomartini di Colle Sannita, mentre degno di nota è inoltre il legame con baroni Cauli di Policorno (oggi Policorvo, in Abruzzo, frazione di carpineto Sinelli in provincia di Chieti) poiché tra tali casati si registrarono due matrimoni.
Dalle nozze tra Guido Cocca e Teresa Cauli nacque una figlia, Filomena Cocca, che andò poi in sposa a Pietro Colozza il quale, essendo sindaco di Frosolone (1890-1894), ingenerò in Francesco de’Conno (cfr. Notiziario delle famiglie di civili condizioni vissute a San Marco dei Cavoti nell’ultimo quarto del secolo XIX) l’errata supposizione che i Cauli fossero appunto di Frosolone nonché l’attribuzione del titolo di marchesi anziché quello di baroni, titolo, quest’ultimo, risalente al 1 feb. 1674 e poi riconosciuto con RR.LL.PP. del 15 set. 1904 come si specificherà meglio in seguito.

NOTA SULLA FAMIGLIA COLOZZA - La famiglia Colozza ha annoverato tra i suoi più illustri  membri i professori universitari Antonio e Giovanni Antonio (quest’ultimo pedagogista di fama nazionale, insegnò all’Università di Palermo, città nella quale gli fu dedicata una via ed un istituto scolastico, così come a Frosolone ed a Campobasso), i magistrati Michele (storico, autore del saggio Frosolone dalle origini all’eversione del feudalismo), Domenico e Nino, quest’ultimo Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana, procuratore generale della Repubblica  a Lecce nel biennio 1950-52, presidente di Corte d’Appello e Primo Presidente Onorario della Corte di Cassazione).
Dalle nozze tra Filomena Cocca e Pietro Colozza nacque Teresa Colozza che andò poi in sposa al professor Giacomo de Cristofaro (* 29 ago 1868, + 11 mar 1949), preside del Ginnasio di Frosolone e rappresentante di un'antica famiglia locale.
Lo stemma gentilizio fu riconosciuto con D. M. del 23 dicembre 1929: semipartito troncato: nel 1° di rosso a tre spighe di frumento legate d’oro poste in palo; nel 2° d’azzurro a tre stelle d’argento poste 1, 2; nel 3° d’argento, all’albero fogliato di  verde, con un  monte, il tutto al naturale.

Altre nozze che andarono a pure a rinsaldare i rapporti tra le famiglia Cocca e Cauli furono pure quelle tra il notaio Antonio Cocca fu Francesco e la baronessa Carmela Cauli, figlia di Nicola o Niccolò Cauli barone di Policorno (oggi Policorvo) il quale come risulta da antichi documenti possedeva la terra di «Villa-Policorno, in Abruzzo citeriore, compresa nella diocesi di Chieti, distante da detta città miglia 36. È situata in una collina confinante con Atessa, Carpineto, Guilmi, e col fiume Sinello. Gli abitanti ascendono a circa 40 addetti alla coltura del territorio. Nel 1595 fu tassata per fuochi 14. Si possiede dal barone Niccolo’ Cauli».

NOTA SULLA FAMIGLIA CAULI - Discendenti dall’insigne famiglia de Calboli, il cui cognome si trasformò poi in de Cauli quando un ramo si trasferì in Abruzzo, i Cauli ebbero la baronia di Policornio o Policorno ed il titolo passò da Cesare (1712) a Francesco (1732) fino a Nicola o Niccolò (1796), il quale lo trasmise alla figlia maggiore Carmela e venne poi riconfermato appunto da un Regio decreto del 1904 (Vittorio Spreti, Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana, Milano 1929, pag. 292).



L’insigne pedagogista Giovanni Antonio Colozza  (Frosolone 1857 – 1943) e il palazzo fortificato dei baroni Cauli di Pontecorvo, nella frazione omonima di Carpineto Sinello (Chieti).


Mentre del ramo principale della famiglia Cocca – Cauli  si dirà dettagliatamente nella genealogia e nei paragrafi seguenti, va qui ricordato che un altro ramo di tale casato Cocca, pure residente in San Marco, era invece rappresentato da GIUSEPPE COCCA, industriale e gestore di un impianto di tintoria per lana, il cui figlio primogenito, Giovanni (San Marco dei Cavoti 1852-1911), si diplomò farmacista e sposò la signora Maria Costantini fu Giuseppe (1854-1934) di signorile famiglia sammarchese e dalle loro nozze nacquero  due figli, Lorenzo e Giuseppe.
 - Lorenzo Cocca, stimato chimico farmacista si trasferì a Milano ove sposò una distinta signora svizzera.

- Giuseppe Cocca, restò invece a San Marco e – dopo aver preso parte alla Grande Guerra come ufficiale di complemento - si diplomò notaio e fu destinato alla sede di San Bartolomeo in Galdo. Dalle sue nozze con Emilia Vallo di Ottavio e di Mariannina Valente (vedi), nacque una sola figlia, Maria, sposatasi con Gennaro Meomartini di Vincenzo (vedi).
In età matura, il notaio Cocca abbandonò la famiglia e rimase a risiedere in San Bartolomeo in Galdo, mentre sua moglie visse con la figlia Maria e il genero Gennaro Meomartini.

COCCA - CAULI Genealogia del ramo principale

                                                                                         ANTONIO viv.1810
                                                                                                      I
                                                              FRANCESCO
                                                                                                      I
                                                                          Notaio e Sindaco ANTONIO m.1871
                                                               Sp. Baronessa CARMELA CAULI di Pontecorno m.1900
                                                                                                       I
      I                              I                   I                              I                          I                                       I                                   I
FRANCESCO       ALFONSO    M. IRENE            FILOMENA             RUGGIERO                  NICOLA           FRANCESCO PAOLO
n.1841-1863      1847 - 1910       sp.R. Mollica  sp. C.Agliardi       sp. A. Giampietro      sp. P.Bologna         n.1864-1929 sp. 3 volte
        *                               I                                                             I                                      I                                      I
                            ANTONIO farmac.                                      MARIANNA          ITALIA (1893-1974)           MATILDE nub.1886-1962
                            GERARDO n.1898                                         sp.D.Zipeto     NINUCCIO (1904 -1969)   TERESA sp.Zurlo 1890-1918
                                           I                                                                                              ELISA sp. Palazzi              M.CARMELA n.m. 1892
                            EDUARDO n.1948                                                                     ERNESTO M. (1883-1940)     Avv.ALFREDO 1894-1921
                                            I                                                                                   Sp.T.Cavigliasso y Airasca                sp.Armida Zuppa         
                                 CIRO                                                                                     I                                                    I
                                       _____________________________________________________                                      ALFREDINA 1922-1942
                                         I                     I             I                          I                  I
                     ERNESTO NICOLAS T.    TERESA    CLELIA      OSCAR  E.       ALDO ARMANDO
                     Sp.M.V.Borella                                                              m. 1959               n.1924
                                  I
                 ERNESTO ARGENTINO +2001
                 EDUARDO ALBERTO
                 ENRIQUE ABEL
                 MARIA VIRGINIA
                 OSCAR ARMANDO
                 JUAN JOSE
                                                                                


COCCA – Notizie genealogiche sul ramo principale
Dalle nozze tra il notaio Antonio Maria Cocca fu Francesco di San Marco dei Cavoti - che fu sindaco del paese (dal 1851 al 1857) ed ivi morì il 4 novembre 1871 – e dalla baronessa Carmela Cauli di Pontecorno – morta a San Marco, il 19 aprile 1900 [1] - nacquero  sette figli: Francesco, Maria Irene, Alfonso, Filomena, Nicola, Ruggiero e Francesco Paolo.

-  FRANCESCO COCCA nato nel 1841, dottore in Filosofia e Belle Arti si trasferì in Argentina ove si affermò come noto intellettuale, morendo però in giovane età, nel 1863.

- MARIA IRENE COCCA, sposatasi con l’avvocato Roberto Mollica si stabilì a Capaccio (Salerno), paese del marito.

- ALFONSO COCCA, nacque nel 1847 a San Marco dei Cavoti e, compiuti gli studi superiori in Benevento, si trasferì poi a Napoli ove conseguì la laurea in Medicina e Chirurgia sotto la guida di illustri maestri, tra cui Tito Livio De Sanctis, professore di Patologia Chirurgica e  Pasquale Gallozzi, mentre negli anni Ottanta del XIX secolo si dedicò alla professione ed all’attività scientifica tra Napoli e San Marco dei Cavoti.
Nel paese natio fu medico curante del cavalier Nicola Jelardi (dal 1883 al 1886) ed ebbe in questo periodo il merito di salvare, con valoroso e pronto intervento, il sacerdote don Silvestro Ricci che, per combattere le tentazioni terrene, aveva tentato di evirarsi. Anche per questo provvidenziale intervento Alfonso Cocca seppe in breve conquistarsi l’ammirazione e la benevolenza dei concittadini, i quali ne apprezzarono la forte vocazione alla professione di medico che indusse peraltro a scrivere queste parole nel 1880: «Il voto ch’io feci quando impresi a studiare tale scienza, fu quello di rendere utili tutti i giorni che traggo da questa travagliata esistenza a tutti coloro i quali vengono da me per chirurgici soccorsi e consigli».
Alfonso Cocca raccolse i frutti delle sue esperienze e delle ricerche scientifiche nel Manuale di Patologia e Clinica Chirurgica, pubblicato a Napoli per l’editore Mormile, nel 1880 e dove espose le teorie della medicina moderna, affiancate da esempi pratici di cure e terapie, nonché di interventi chirurgici ad opera dei maggiori luminari italiani e stranieri, oltre che da lui stesso eseguiti.
Socio della reale Accademia Didascalica Italiana di Roma e Membro Corrispondente della R. Associazione dei Benemeriti Italiani di Palermo, Alfonso Cocca svolse la sua attività in Napoli, con studio in Via Sant’Antonio Abate, fino quando preferì emigrare in Argentina a Buenos Aires, ove, in Calle Independencia 4009, aprì uno studio medico ginecologico e pediatrico. Nella stessa città crebbero poi i suoi ben 14 figli dei quali Antonio era titolare di una farmacia con laboratorio per la preparazione dei Prodotti Cocca, mentre Gerardo, l’ultimogenito, nacque nel 1898. Farmacista, sposò la professoressa Agustina Prieto da cui ebbe Eduardo Marcello, medico e professore universitario nato a Buenos Aires il 16 luglio 1948, sposato con l’artista plastica Alicia Josefina Carulli e padre di un figlio, Ciro.   
Il dr. Alfonso Cocca continuò in Argentina la sua attività di medico, ottenendo numerose onorificenze tra cui la Cruz de Caballero de Honor e varie medaglie d’oro. Si spense in Argentina nel 1910.

- RUGGIERO COCCA, ricordato da Francesco de’Conno come un “gaudente”, morì ancora giovane e già vedovo di Angelina Giampietro. Dalle loro nozze era nata una figlia, Marianna, la quale, rimasta orfana in tenera età fu affidata alle cure dello zio Nicola Cocca e poi sposò Diodoro Zipeto di Carmelo.

- FILOMENA COCCA, sposò il nobile Carlo Agliardi (n. 26 marzo 1832) il quale, ex garibaldino e di famiglia originaria di Cologno al Serio (Bergamo), era giunto a San Marco verso il 1870 come insegnante elementare. Dalle nozze Agliardi-Cocca nacquero due figli, Ercole e Lidia.
Verso il 1886 la famiglia si trasferì a Roma presso il fratello di Carlo Agliardi, Antonio (Cologno al Serio, 4 settembre 1832 – Roma, 19 marzo 1915) eminente cardinale di Curia che fu tra i papabili alla morte di Papa Pio X.

- NICOLA COCCA, nacque a San Marco nel 1852, e prese il nome del nonno materno, il barone Nicola Cauli.
Diplomatosi geometra, Nicola Diodoro Cocca visse per qualche tempo in Argentina ove abitavano alcuni dei suoi germani, ma successivamente preferì fare ritorno a San Marco dei Cavoti ove esercitò la professione con onestà e rettitudine e fu anche sindaco del paese dal 1921. Insignito dell’onorificenza di cavaliere, rimase vedovo della moglie e morì nel 1934 a San Marco ove è tumulato nella chiesa madre del Cimitero.
Scrive Francesco de’Conno che egli «aveva sposato Pellegrina Bologna, di modesti natali ma virtuosa, procreando non pochi figli che educò alla scuola dell’onestà e del lavoro», accogliendo nella casa di Via Rovagnera anche la nipote Marianna, figlia del fratello Ruggiero.
Tra i suoi figli – almeno per quanto è stato possibile ricordare - vi furono:

- Italia Cocca (1893-1974) che riposa a San Marco dei Cavoti.

- Ninuccio Cocca (1904-1969) sepolto a San Marco dei Cavoti.

- Giuseppe Cocca nato il 20 marzo 1892 di cui non si hanno notizie.

- Elisa Cocca (o Onorina) nata il 4 giugno 1888, sposò Palazzi. di Montefalcone Valfortore.

- Ernesto Maria Cocca (1883 – 1940) fu, tra i figli di Nicola Cocca, indubbiamente il più attivo e poliedrico, nonché l’unico a restare a vivere in Argentina presso lo zio medico Alfonso e dove, oltre ad affermarsi come chimico, ebbe altissimi meriti e non poche benemerenze.
Si devono infatti lui la promozione della legge di colonizzazione, gli studi sul suolo nazionale e sulla razionalizzazione delle culture, l’incentivazione del cooperativismo agrario, la realizzazione del primo film sulle ricchezze locali e l’incoraggiamento del commercio estero nell’epoca in cui il mondo intero fu sconvolto dalla crisi finanziaria del 1929.
Oltre a ciò egli espresse inoltre la necessità di incentivare la flotta mercantile nazionale allo scopo di opporre una ferma concorrenza alle imprese straniere e – suggerendo di trasportando merci e cereali a prezzi molto bassi attraverso la navigazione fluviale – mostrò ottime intuizioni tanto che nel 1940 su iniziativa del governo il suo progetto fu messo in opera dando vita alla Marina Mercante Argentina.
Il 26 ottobre 1912 Ernesto Cocca sposò Teresa Cavigliasso y Airasca originaria di Santa Fe e, dopo aver vissuto per alcuni anni a Montes de Oca (Provincia de Santa Fe), si stabilì a Cordoba (Argentina centrale), sperando che il miglior clima avrebbe potuto giovare alla salute cagionevole di una figlia, Clelia, poi morta bambina.
A Cordoba Ernesto Cocca si stabilì con la famiglia in una grande e ricca casa dotata anche di una biblioteca che egli arricchì personalmente fino alla morte e che è oggi la sede della Fondazione Casa della Cultura di Cordova.
Dalle nozze Cocca- Cavigliasso y Airasca nacquero cinque figli:

° Ernesto Nicolas Tomas che lavorò per la Municipalidad di Cordoba e che sposò María Virginia Borella da cui ebbe sette figli:

-Ernesto Argentino, morto nel 2001, aveva sposato con Rosa Zupanovich da cui ebbe due figli Ernesto Argentino e Peirina Romina.
-Eduardo Alberto, sposato con Susana Lorente e padre di Sebastián, Lucas e Germán.
-Enrique Abel sposato con Maria Amelia Velez e padre di tre figli Paula Lía, Baltazar Enrique ed Exequiel.
-María Virginia sposata con Hugo Mario Sosa e madre di Gonzalo e Lucrecia Irene.
- Oscar Armando sposato con Gabriel Pekere e padre di un figlio nato dal primo matrimonio, Fernando Oscar.
-Elvira Alicia, morta neonata
-Juan José morto nel 1998, era sposato con la spagnola Magdalena Pérez Blanco e si era trasferito a Lanzarote (Isole Canarie).

° Teresa Italia (detta Nata, nella foto) che fu direttrice scolastica e collaborò con il fratello Aldo Armando(vedi) nella gestione della Casa della Cultura.

° Clelia morta a cinque anni.

° Oscar Ernesto, avvocato,  fu magistrato alla Camera del lavoro di Cordoba e morì il 14 luglio 1959 dopo una vita dedicata al lavoro meritando l’intitolazione di una strada nella città argentina.

° Aldo Armando, nato a Cordoba il 4 settembre 1924, è ambasciatore, giurista titolare di tre premi internazionali di diritto, scrittore, ricercatore, avvocato ed insegnante.
Autore di oltre 500 articoli e vari libri, è stato segretario della Cultura della Municipalidad de Buenos Aires (1958 - 1961), esperto di Diritto Spaziale sin dal 1947 (anno in cui fondò e diresse l’Instituto Argentino de Derecho Aeronáutico y Radioeléctrico, primo nel mondo nel suo genere), relatore al V° Congresso Internazionale di Astronáutica (Innsbruck, 1954) e al VII Congresso di Roma nel 1956 ed autore del volume Teoría del derecho Interplanetario (1957).
Dottore in Derecho y Cs. Sociales nonché dottore e professore Honoris Causa, è stato presidente onorario dell’Associacione Interamericana dei Professori di Diritto (Washington) per aver inaugurato l’insegnamento di tale disciplina in America nonché il primo corso di Derecho Espacial in Argentina nel dicembre 1957, mentre nel 1963 partecipò al VI Coloquio Internacional de Derecho del Espacio per l’UNESCO, nel 1965 al Premio Mundial en Derecho del Espacio ad Atene ed infine a Washington,nel 1987, al Premio Hemisferio Occidental en Derecho del Espacio en las Telecomunicaciones.
Membro dal 1965 dell’Academia Internacional de Astronáutica e direttore dell’Instituto Internacional de Derecho del Espacio dal 1963, Aldo Armado Cocca è vicepresidente de la Federación Internacional de Astronáutica e presidente del suo ufficio relazioni esterne, mentre presso la Commissione dello Spazio delle Nazioni Unite fu dapprima ministro e poi ambasciatore per tre lustri. Nel 1965 iniziò a lavorare per l’UNESCO e nello stesso anno fu chiamato alla presidenza del Grupo Espacial de Trabajo en Telecomunicaciones presso l’Instituto Internacional de Derecho del Espacio, ove presentò annualmente una relazione sulle problematiche delle comunicazioni via satellite, mentre, in qualità di membro del gruppo internazionale di esperti del diritto della comunicazione (dal 1973 al 1982), pubblicò nel 1983 il volume El Derecho a Comunicarse.
Chiamato a collaborare come esperto con l’UNESCO, la UIT e l’Oficina Intergubernamental para la Informática, presentò alle Nazioni Unite le XII Tablas sobre Radiodifusión Directa Mediante Satélite nonché un progetto di aaccordo internazionale le cui direttive vennero recepite nel Res. 37/92 dall’assemblea generale, mentre la Comissione Internazionale di studio sui problemi della comunicazione dell’UNESCO editó il suo saggio El Derecho del Hombre a Comunicarse. Fundamentos Jurídicos e la Unión Internacional de Telecomunicaciones - in occasione del simposio giuridico TELECOM 87 – pubblicò La Condición Humana en las Comunicaciones.
Infine, presidente dal 1969 al 1971 del Tribunale Internazionale INTELSAT di Washington – prima corte giuridica del settore in ambito mondiale – fu il creatore del concetto giuridico di Patrimonio Común de la Humanidad.
Tra le tante benemerenze di Aldo Armando Cocca si ricorda che, di sua iniziativa ed assieme alla sorella Teresa, ha ampliato e restaurato la dimora familiare ubicata a Cordoba in Av. Vélez Sarsfield 3656 (strada oggi intitolata a suo fratello Oscar Ernesto Cocca), e nel 1966 vi  ha istituito la Casa de la Cultura de Córdoba dotandola di Biblioteca, Museo, Galleria de Artes Plásticas, Sala de Comedias, Salón de Conciertos y Teatro Lírico, Archivos Discográfico, inaugurata nel 1966.
Oggi attraverso questa istituzione la famiglia Cocca promuove, sviluppa e diffonde la cultura, la scienza e la tecnologia attraverso la ricerca, nonché organizzando spettacoli, seminari e conferenze, tenendo corsi e finanziando pubblicazioni, nonché gestendo la Scuola Amancay d'arte multimediale che organizza corsi di Web design e Visual Arts promuovendo i talenti musicali locali.
 Presidente della Casa della Cultura è attualmente la moglie di Aldo Armando Cocca, María de las Mercedes Esquivel y Merciel, avvocatessa e specialista di diritto areonautico e spaziale, membro di varie accedemie (International Academy of Astronautics e International Institute of Space Law  di Parigi, Instituto Iberoamericano de Derecho Aeronáutico y Espacial y de la Aviación Comercial, e Asociación Latinoamericana de Derecho Aeronáutico di Madrid.
E’ inoltre titolare della cattedra di Derecho Aeronáutico y Espacial presso l’Universidad del Salvador e aggiunta di Derecho Aeronáutico all’Universidad Nacional de Buenos Aires.
Segretaria della Casa della cultura è invece la figlia di Aldo Armando Cocca, Maria de las Victorias Cocca y Esquivel (Buenos Aires, 1980) esperta di comunicazione, bioetica, storia, storia dell’arte, sociologia  e religione. Giornalista, ha collaborato a vari periodici ed emittenti radiofoniche ed è infine intervenuta al Congresso Internazionale dell’Astronáutica a Toulouse, Francia, come unica giornalista argentina (2001).
Procuratore del tesoro e tesoriere della casa della cultura è l’altro figlio di Aldo Armando Cocca, Alfonso Augusto Manuel Cocca y Esquivel.




 Cordoba (Argentina), Casa della Cultura Foundacion Cocca, fondata da Aldo Armando Cocca nela casa di suo padre Ernesto Maria. Nelle foto la sede, la lapide commemorativa e la tabella stradale di Via Oscar E. Cocca ove sorge la struttura, dichiarata monumento nazionale.

 - FRANCESCO PAOLO COCCA (Ciccio), ultimogenito dei coniugi Cocca-Cauli nacque a Napoli nel 1864 e prese il nome del primo suo fratello che era scomparso giovanissimo l’anno prima in Argentina.
Vissuto sempre a San Marco, si dedicò dapprima all’insegnamento e poi all’attività di orefice ed orologiaio con bottega in Via Roma, ma la sua vita familiare fu costellata da lutti e sofferenze poiché restò per due volte vedovo, mentre tre dei suoi quattro figli morirono prima di lui, che si spense invece nel 1929.
Dal primo matrimonio di Francesco Cocca con Carmela Giampietro di Vincenzo (morta a San Marco il 27 ottobre 1888) nacque Matilde (San Marco 1886 – 1962, nella foto) che avrebbe desiderato prendere i voti, ma poi rinunciò alla vita in convento restando nubile come “monaca di casa” nell’avita abitazione di Via Roma 24 appartenuta alla madre e dove visse in strettissima osservanza religiosa nel culto di Santa Rita, accudendo l’anziana matrigna Teresa D’Amore e tenendo con lei lezioni di ricamo a parecchie generazioni di fanciulle del luogo. Morì a San Marco lasciando erede la nipote Anna Zurlo. I suoi resti sono stati traslati nella cappella Jelardi Meomartini.
 Seconda moglie di Francesco Cocca fu Emanuela Costantini – figlia di Michele e di donna Felicia Ruggiero[2] di Baselice (v. anche paragrafo sulla famiglia Costantini) - la quale morì però di parto a ventotto anni nel 1892 dando alla luce la secondogenita Maria Carmela che si spense cinque giorni più tardi.
Infelice destino ebbe anche la prima figlia nata dalla loro unione, Teresa (detta Sisina) nata nel 1890 e morta nel 1918, così come sua madre poco dopo il parto ed a soli ventotto anni; costei infatti, andata in sposa al dottor Giuseppe Zurlo, medico veterinario, mise alla luce dapprima Anna (detta Nannuccia, 1914-2000, sposata con il dr. Nestore Mogavero)[3] poi Nicola, morto neonato, ed infine un terzo figlio anch’egli chiamato Nicola  (nato nel 1918, medico veterinario che sposò Diana Jelardi del notaio Nicola e morì nel 2001), ma appena qualche giorno la nascita dell’ultimogenito si spense colpita dalla tristemente famosa febbre “spagnola”. I resti mortali di Teresa Cocca attualmente si trovano nella cappella Zurlo con quelli della madre, della nonna Felicia Ruggiero, della sorellina Maria Carmela e del piccolo Nicola.
Dopo la morte della seconda moglie, Francesco Cocca si sposò quindi per la terza volta, con la già citata donna Teresina D’Amore, la quale era figlia del brigadiere dei CC. Generoso D’Amore di Montoro (Av) e di una delle due sorelle D’Onofrio di Luigi (vedi famiglia D’Amore).
Dalla loro unione, nel 1894, nacque un figlio, Alfredo, che si laureò in giurisprudenza a Napoli dopo aver compiuto gli studi superiori a Cava dei Tirreni.
Tornato a San Marco dopo aver preso parte alla Prima Guerra Mondiale, egli mostrò i sintomi della tubercolosi che tuttavia, sperando di sopravvivere, non lo distolsero dal convolare a nozze e così - dopo un breve fidanzamento con Celeste Meomartini di Vincenzo (v.) - sposò Armida Zuppa (San Marco dei Cavoti 1898 – Salerno 1986, vedi), nonostante il parere contrario del padre di lei, il medico Domenico Zuppa che ben immaginava il decorso della malattia del genero.
Le previsioni del dottor Zuppa si rivelarono fondate e dopo inutili tentativi di cura a Napoli, ove fu ospite degli zii materni Emilia D’Amore e Carlo Mojaisky, Alfredo Cocca si spense a soli 27 anni il 19 settembre 1921 a San Marco dei Cavoti, «dopo cinque mesi d’idillio coniugale, all’alba delle liete speranze, divelto ai sacri affetti della desolata nascitura famiglia che col pianto nelle ore di luce  e di tenebra invoca incessante lo sposo e il padre». Lasciò la moglie in attesa di una bambina la quale, in sua memoria, venne chiamata Alfredina. I resti mortali di Alfredo Cocca sono stati traslati, nel 2008, nella cappella Jelardi Meomartini.
Sua figlia Alfredina, nata a San Marco il 16 gennaio del 1922, è tuttora ricordata per la bellezza, per il carattere allegro e gioviale, nonché per una spiccata intraprendenza che la portò, giovanissima, ad essere animatrice delle organizzazioni fasciste femminili a Salerno, città ove si era successivamente trasferita con la madre, il secondo marito di lei dottor Amilcare Del Sette ed i tre figli nati dalle loro nozze (vedi Zuppa Armida).
Accomunata al genitore da un crudele destino, Alfredina Cocca morì a soli vent’anni il 31 maggio del 1942 a Salerno, ove si tennero solenni funerali prima del trasporto della salma a San Marco, poi tumulata nella cappella Zuppa.
Poco dopo la sua scomparsa, l’amica Jole scrisse più volte ad Armida Zuppa per informarla dei frequenti sogni in cui Alfredina le appariva raccontandole di essere prossima al paradiso e di non aver mai abbandonato i propri cari, restando con il suo spirito quotidianamente accanto a loro. Rimasero a San Marco, vigili custodi della sua memoria, la zia Matilde e la nonna Teresina, ma con la morte di Alfredina il ramo sammarchese della famiglia si estinse, mentre altri Cocca, discendenti da Nicola – fratello di Francesco Paolo – fissarono residenza a Benevento e Sarno.
 Alfredina Cocca sul letto di morte ed i suoi funerali con la partecipazione di autorità civili ed esponenti delle organizzazioni fasciste, celebrati a Salerno prima della tumulazione a San Marco dei Cavoti, 1942.
 


[1] I resti mortali dei coniugi Cocca-Cauli già inumati nel vecchio cimitero del paese e poi traslati in un loculo di quello nuovo nel 1951circa, oggi riposano nella cappella Jelardi-Meomartini, proprietà di un loro discendente, Andrea Jelardi.
[2] Figlia di Antonio e di Rosa De Mattia, apparteneva a distita famiglia da cui discendevano anche Antonio, avvocato in Napoli, e Giovanni, Consigliere della Corte di Cassazione.
[3]  La figlia di Anna Zurlo, Caterina Mogavero, ha sposato Carlo Jelardi da cui ha avuto un figlio, Andrea, autore di queste note.

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